Lucio Nardi, fondatore e direttore della corale
La Corale Polifonica Nazariana è stata fondata nel 1988 da Lucio Nardi che la dirige tuttora.
Napoletano di origine, milanese di adozione e magistrato di professione, ha studiato teoria e solfeggio a Napoli e pianoforte a Milano con la professoressa Maria Grazia Grauso, allieva del Maestro Vincenzo Vitale. Ha poi conseguito da esterno il diploma di quinto anno di pianoforte presso il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.
Oltre che fondatore e direttore, Lucio è la vera “anima” della Polifonica: negli anni ha dedicato tempo, competenza e contagioso entusiasmo alla crescita del gruppo, specializzandosi nella ricerca di repertorio sacro corale dei periodi romantico e contemporaneo.
In questa pagina a lui dedicata riportiamo alcuni suoi ricordi autobiografici.
Le origini: due passioni e una promessa
“L’inizio della Corale Nazariana risale al 1988. Se si vuol essere più precisi, però, i suoi albori non coincidono con i motivi che mi hanno portato alla sua fondazione. E allora, bisogna fare un salto indietro nel tempo e nello spazio, alla scoperta delle mie due passioni dominanti.
Spostiamoci a Portici, nei pressi di Napoli, all’inizio degli anni ’50. Mia madre, già sposata e con quattro figli, decise di prendere lezioni di pianoforte. Un passo comprensibile ed encomiabile, in una persona che aveva dedicato tutto il suo tempo ai doveri familiari. Poco dopo, però, si accorse di essere di nuovo incinta. Quando la gravidanza divenne troppo evidente, sospese le lezioni, ispirata da un senso del pudore che oggi è difficile da comprendere. E così, neanche quella volta riuscì a coronare il suo sogno. O meglio, lo ha fatto per interposta persona, perché quel figlio ero io.
La mia passione per la musica, dunque, è nata prima di me. Da bambino, incuriosito da quella strana scrittura, continuavo a interrogare la mia insegnante di canto delle scuole medie, la professoressa Buccino. Era molto orgogliosa di avere un allievo così interessato.
Contemporaneamente facevo il chierichetto e cantavo nel coro della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Bellavista. La mia bella voce era un dono ereditario. Mia madre, infatti, era stata soprano nel coro dell’Istituto Santa Filomena di Mugnano del Cardinale, dove aveva trascorso la sua adolescenza. Mio padre stesso amava cantare; il repertorio napoletano era la sua passione, anche se lo interpretava con una certa timidezza.”
L'amore per la musica
“I miei positivi esordi di voce bianca mi incoraggiarono ad andare avanti. Cominciai a suonare da autodidatta alla Parrocchia del Sacro Cuore su un armonium quasi inutilizzabile. Tra parentesi, gli strumenti migliori erano inaccessibili, perché appannaggio della sorella del Parroco, musicista settantenne e nubile, gelosissima di quanto le era stato affidato dal fratello. Tornando alla mia formazione musicale, ecco un particolare rivelatore di quanta fosse la mia voglia di imparare: sui tasti di quell’armonium avevo incollato i nomi delle note, per facilitare la lettura dello spartito. Di quello strumento conservo ancora un tasto bianco ed uno nero.
Avevo forse quindici anni quando mio padre, mosso a pietà dalle preghiere di mia madre, mi comprò finalmente un pianoforte. Era un verticale nero usato, a corde diritte, di pessima qualità, dalla marca molto bizzarra: Brizz e Niccol. In seguito, guardando attentamente il logo, mi accorsi che erano state coperte con la vernice le lettere finali per farlo apparire estero, forse tedesco: invece si trattava di un italianissimo Brizzi e Niccolò. Non potevamo permetterci di meglio, perché erano tempi duri per mio padre e per tutta la famiglia: la nostra fabbrica di sapone stava andando a rotoli.
Le prime lezioni di pianoforte mi furono date dalla signora Santaniello: un’amica di mia madre che mi faceva fare quello che volevo. Io avevo già imparato qualcosa da solo e volevo dimostrare la mia bravura più che apprendere qualcosa; lei mi accontentava in tutto.
Pressappoco nel 1970 trovai il mio secondo maestro: Scalella, un vecchio prete, insegnante di conservatorio che abitava a Napoli. Ogni volta, raggiungerlo dalla mia casa di Portici, era un vero viaggio. Ho ancora da parte un quaderno dove mi scriveva i compiti di suo pugno.
Con lui ho studiato un annetto. Gli anni immediatamente successivi furono scanditi dal concorso in magistratura e dal servizio militare e dai mesi di uditorato a Napoli. Musica, poca; mi aveva assorbito un’intensa attività di teatro a Portici. Ma questa è un’altra storia. Nel gennaio 1979 mi venne assegnata la sede di lavoro: Milano. Per il primo anno e mezzo di servizio feci il pendolare. Trascorrevo due giorni a Milano e cinque a Napoli: la sfera del lavoro era del tutto separata da quella della vita. Poi, man mano che ho conosciuto meglio questa città, l’ho sentita sempre più mia, tanto che ora torno in quella d’origine solo durante le feste; ma anche questa è un’altra storia.”
La passione per la Chiesa
“Poco dopo il mio ingresso in magistratura, sostenni l’esame di solfeggio preparandomi con l’aiuto di una nuova amica, Caterina Figliolia, insegnante di pianoforte al Conservatorio di Cosenza; ma l’incontro più importante, dal punto di vista della mia formazione pianistica, l’ho fatto dopo. Conobbi il maestro Vincenzo Vitale all’inizio degli anni ’80, quando tenne a Napoli un seminario sulla sua tecnica. Io lo seguii e ne approfittai per chiedergli il nome di qualche insegnante suo allievo, residente come me a Milano, dove mi ero più stabilmente trasferito. Con la sua simpatia mi parlò di una brava pianista, che non aveva avuto la fortuna di Campanella o della De Fusco, ma che sicuramente aveva buone doti di docente: Maria Grazia Grauso. La contattai e, in un annetto abbondante, preparai il V° di pianoforte, che sostenni e superai nel 1983 al Conservatorio di Venezia. Scelsi quella città, perché volevo che anche il fascino del luogo contribuisse a rendere più solenne quella tappa. Fin qui, ho parlato del mio amore per la musica; ora, per completezza, è il caso di accennare all’altra mia inclinazione all’origine della Corale Nazariana: la passione per la Chiesa e per i suoi riti. Ammetto che oggi può suonare originale, quasi eccentrica, anche se leggendo queste pagine si palesa la sua matrice, legata a doppio filo con i miei esordi musicali in Parrocchia.
Provo un grande interesse per le gerarchie ecclesiastiche. L’alto prelato, il cardinale è una figura che mi affascina. Lo invidio, anzi: mi piacerebbe essere un porporato. Mi accontenterei anche di frequentarne uno, conoscere la sua quotidianità, addentrarmi tra i misteri del suo ufficio e i segreti occultati dietro il suo sorriso imperscrutabile.
Ecco perché nel 1988 decisi di iscrivermi alla Lateranense di Roma.
L’obiettivo di prendere il dottorato in diritto canonico e di poter, in una qualche maniera, collaborare con il Tribunale Ecclesiastico, forse, erano meno importanti del mio desiderio di diventare amico di alti prelati. Alla lettera di presentazione, necessaria per l’iscrizione, provvide Padre Giulio Giacometti, Parroco della chiesa di San Nazaro, da me conosciuto attraverso Peppino D’Antonio, mio amico avvocato sin dai tempi di Portici e frequentatore della Parrocchia.
In cambio, promisi a Padre Giacometti una cosa della quale allora non potevo valutare appieno le conseguenze: avrei fondato una schola cantorum presso la sua parrocchia.
L’impegno era stato un po’ avventato, ma mantenerlo non ha premiato solo me. Oggi la Corale Nazariana è un coro di tutto rispetto, anche a prescindere dal suo direttore.
Da quella promessa, mantenuta in pieno, è nata la Corale Polifonica Nazariana, cresciuta nel tempo fino a diventare un coro stabile ampiamente riconosciuto e apprezzato.”
Premi e onorificenze
Negli oltre quarant’anni di attività come musicista e come magistrato sono state numerose le attestazioni di stima che Lucio Nardi e la Corale hanno ricevuto da parte di istituzioni e ammiratori. Alcune sono riportate nella sezione Testimonianze di questo sito. Citiamo di seguito le più recenti.
:: Nel 2024 il mondo giudiziario milanese, di cui la Corale è stata in molte occasioni ambasciatrice in città, in Italia e nel mondo, ha voluto ringraziare Lucio Nardi per le attività svolte nel corso della sua carriera di musicista oltre che magistrato. Il Concerto di inaugurazione dell’Anno Giudiziario è una tradizione consolidata fin dal 2003, quando fu istituito su impulso dell’allora Presidente Beppe Grechi. Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano Antonino La Lumia gli ha consegnato una targa con la seguente dedica:
“Al Maestro Lucio Nardi
Con profonda riconoscenza per il suo appassionato impegno con cui ha coniugato l’arte del belcanto con le nobili professioni giuridiche e che ha così reso il solenne appuntamento dell’inaugurazione dell’anno giudiziario un’esperienza piacevolmente indimenticabile.”
:: Il 7 novembre 2025 Lucio Nardi ha ricevuto il Premio Paladino delle Memorie 2025, un riconoscimento portato avanti dal generale Camillo De Milato, presidente dell’Osservatorio Metropolitano di Milano, per mettere in luce l’impegno nella conservazione della memoria collettiva. La premiazione si è tenuta come di consueto presso la Scuola Militare Teulié; è stata organizzata dall’Osservatorio Metropolitano di Milano in collaborazione con l’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo) e con l’Associazione Nazionale delle Voloire. Il premio viene conferito ogni anno, alla presenza di autorità civili e militari.
Riportiamo la motivazione del Premio:
“Dopo una carriera di alto profilo in magistratura, ha intrapreso un secondo percorso altrettanto significativo come direttore d’orchestra, trasformando la musica in strumento di dialogo, memoria e comunità. Per lui la musica non è solo arte, ma lingua universale capace di oltrepassare confini, evocare ricordi, risvegliare emozioni profonde e connettere le persone al di là delle appartenenze sociali, culturali o professionali.
Ha saputo riunire, sotto la stessa partitura, musicisti e coristi, avvocati e cancellieri, dando vita a un’esperienza corale che riflette la società nella sua pluralità e dimostra che l’armonia non è solo categoria musicale, ma civile. Sotto la sua direzione, la musica diventa ponte tra passato e presente, tra memoria individuale e storia condivisa, ricordandoci che ciò che viene custodito nell’arte continua a vivere nel cuore degli uomini.”
:: Il 7 dicembre 2025, a Palazzo Marino, la Corale Polifonica Nazariana ha ricevuto dalle mani del Sindaco di Milano Giuseppe Sala l’Attestato di Benemerenza Civica nell’ambito del tradizionale Premio “Ambrogino d’Oro”.
Questo riconoscimento incastona ufficialmente la Corale nel panorama culturale, artistico e sociale della città di Milano ed è motivo di soddisfazione e orgoglio, oltre che fonte di entusiasmo per realizzare nuove iniziative e raggiungere nuovi traguardi.
E chissà che cosa ci riserva il futuro? Di certo non mi fermerò nella ricerca di nuovi brani da preparare e diffondere nella consapevolezza che provare emozioni insieme è tra le cose che più mi dà soddisfazione e mi fa sentire vivo, convinto, come sono, del potere terapeutico dell’arte.
La scheda personale







