Canto, musica, recitazione e danza per celebrare Mozart
Lo spettacolo “Et incarnatus est – Missa brevis K140 – Tema con divagazioni” è sicuramente la principale produzione originale della Corale, interamente progettata, organizzata e messa in scena da noi con importanti partecipazioni esterne.
La sua particolarità è unire al canto e alla musica anche intermezzi teatrali e coreografie realizzati per l’occasione.
L’idea nacque nel 2006, in occasione del 250° anniversario della nascita di Mozart. Il direttore artistico Lucio Nardi, pur non avendo particolare interesse per la musica del ‘700, decise che l’occasione di un così importante anniversario non poteva essere persa.
Per la Corale poteva essere adatta una missa brevis mozartiana, e la sua attenzione si fermò sulla Missa Brevis K140. Nel documentarsi, si rese conto che era inserita tra le Messe la cui attribuzione a Mozart era considerata incerta. Ne parlò quindi con un amico giornalista che suggerì di creare uno spettacolo incentrato proprio su questa intrigante incertezza: era di Mozart la paternità della K140?
Una disputa in musica e una divagazione teatrale
Per stendere la sceneggiatura Lucio Nardi si rivolse ad un altro amico, il napoletano Massimo Lojacono, musicologo appassionato di Mozart e anch’egli giornalista.
Dalla loro collaborazione nacque una trama che accostava la musica al teatro e alla danza, prendendo spunto dalla discussione accademica circa la paternità mozartiana della Missa Brevis K140. Rappresentata in forma vivace e giocosa dalla Corale, era sorta realmente fra gli studiosi.La Corale raccolse la sfida di portarla all’attenzione del pubblico allestendo, intorno all’esecuzione di questa ‘Missa Brevis’, una ‘divagazione teatrale’ che -partendo dal ‘giallo’ dell’attribuzione- ricerca una più profonda conoscenza del personaggio Mozart, sia attraverso l’ascolto di brani celebri delle sue opere, sia mediante la lettura di alcune sue lettere. Il tutto è raccordato da una leggera trama di informazioni e notizie di piacevole ascolto.
La Corale mise in campo una raffinata ricerca a più mani, per conoscere e far conoscere più profondamente il personaggio Mozart.
Una spettatrice inopportuna
La disputa si apre con il coro e l’orchestra – i cui membri indossano i comuni abiti di tutti i giorni- che entrano in sala per la prova generale in vista del Concerto per l’Anno Giudiziario, e qualcuno dei coristi insinua che si tratterebbe di opera spuria.
In sala, che si finge sia vuota ma in cui è già presente tutto il pubblico, interviene una spettatrice che non dovrebbe essere là ma si è introdotta di nascosto. L’inopportuna visitatrice interrompe la conversazione del coro e, irritata, chiede al contrariato Maestro come sia possibile celebrare un momento così importante come l’Anno Giudiziario con un’opera di incerta paternità. Il Maestro, piccato dalle osservazioni e indispettito dalla presenza imprevista, rimprovera la signora smascherandola come curiosa impicciona e a dimostrazione della propria tesi, che cioè la K140 è stata firmata proprio da Mozart, fa eseguire all’orchestra l’Et incarnatus della K427, l’ultima messa scritta dall’Autore.
Ricordiamo con commozione l’inopportuna ‘spettatrice’ delle prime edizioni: la Contessa Donati, una attempata nobildonna nostra grande amica che si prestò con spirito e simpatia a interpretare la signora che interrompe le prove di coro e orchestra ed esaspera anche un po’ il Direttore.
Le lettere di Mozart
Al brano fanno seguito i commenti del musicologo presente tra gli artisti, e la partecipazione del Direttore, del Coro e dell’Orchestra permettono di approfondire la questione. Approfittando della presenza di cantanti e musicisti, si procede all’ascolto di una serie di brani, alcuni notissimi, altri meno conosciuti, sicuramente composti da Mozart (brani sacri, romanze d’opera, suite orchestrali, sonate per pianoforte), intercalati dalla lettura di sue significative lettere indirizzate al padre, alla madre, alla sorella, alla cugina, che aiutano a capire meglio la complessa personalità -a tratti irriverente- del grandissimo compositore, a cui si aggiungono alcune informazioni e notizie sulla sua vita.
"La danza in chiesa"
In questa vivace e variegata antologia si innestano alcune coreografie, a sottolineare come le melodie mozartiane rappresentino spesso una “danza in chiesa”, una presenza contemporanea ma non offensiva di sacro e profano.
Due monologhi e una sorpresa
La discussione diventa sempre più appassionante, e si conclude quando ci si accorge che è ora di andare a cambiarsi per eseguire la Missa Brevis K140.
Il Direttore resta solo in scena e, quasi come in sogno, si rivolge a Mozart: lo invoca, cercando di comprendere il mistero del grande compositore.
Evocato dalle parole del Direttore, Mozart inaspettatamente fa la sua comparsa in scena. Illuminato da un faro che lo segue, con toni accorati e a tratti dolenti risponde con un suo monologo: “Il mio mistero? Non celo misteri…”
Sulle sue parole, accompagnate da una suggestiva danza, si conclude la prima parte dello spettacolo.
La Missa Brevis K140
Dopo l’intervallo, il Direttore, il coro e l’orchestra tornano in scena indossando stavolta gli eleganti abiti da performance, ed eseguono per intero la Missa brevis K140: un piccolo gioiello di bucolica armonia e di gioiosa musicalità, della durata di appena venti minuti.
Collaborazione artistica
Nella messa in scena la Corale si è avvalsa anche -in tutte le edizioni- di risorse provenienti da diverse realtà artistiche del territorio: allievi della Scuola del Piccolo Teatro per la lettura delle lettere di Mozart, ballerini della Scuola della Scala e della Scuola d’Arte ‘Il Ramo’ per l’interpretazione coreografica che accompagna la musica.
Le edizioni del 2016, del 2020 e del 2025 hanno visto la presenza autorevole del notissimo musicologo Quirino Principe, che con sottile umorismo contribuisce alla performance con i suoi interventi.
Allo spettacolo del 2006 partecipò anche il tenore Francesco Meli, che era ed è un cantante molto apprezzato da Riccardo Muti e altri importanti direttori; fu tra i solisti anche nel Concerto per l’Anno Giudiziario 2005 e 2006.
I testi sono stati redatti da Massimo Lojacono e Rita Scala. Quest’ultima, scomparsa nel 2025, è stata insegnante di liceo di Lucio Nardi e dalla sua penna nacque il monologo/dialogo tra il Direttore e Mozart.
Un grande successo di pubblico
Nel 2006, quindi l’ anniversario mozartiano fu celebrato in tutto il mondo con la rappresentazione di opere, sinfonie, musica sacra, ma con tutta probabilità solo la Corale Polifonica Nazariana realizzò uno spettacolo così inconsueto e innovativo.
Il pubblico apprezzò molto – e apprezza ancora oggi – l’originalità della rappresentazione, confermando alla Corale di aver raggiunto in pieno lo scopo di fondere musica, canto, danza e teatro, offrendo un insolito spaccato della poliedricità e dell’ affascinante genialità di Mozart.
Dopo il debutto del 2006 ‘Et incarnatus est’ ha avuto diverse successive rappresentazioni, e nel tempo la produzione si è sempre più evoluta e perfezionata.
Per tre anni, nel 2016, nel 2020 e nel 2025, lo spettacolo-concerto è stato scelto dalla Corale per celebrare l’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario milanese.
Le edizioni
Nell’Album dei Ricordi abbiamo raccolto molto di più: locandine, programmi di sala, fotografie, rassegne stampa, video…
Vi invitiamo a seguire i link in rosso per approfondire gli eventi legati allo spettacolo Et incarnatus est e viaggiare con noi nella nostra storia.




























































